L’Italia ha scelto: è NO, anche a Renzi.

Il 4 Dicembre sarà ricordato a lungo come giorno di estrema importanza per la Repubblica Italiana.

I cittadini sono stati chiamati al voto sulla riforma costituzionale promossa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale ha a lungo spinto i cittadini sul fronte del Sì per “un’Italia più dinamica e moderna”.

L’Italia però ha fatto la sua scelta: il fronte del “no” ha stravinto con il 59% di preferenze contro il 41% del “sì”.

Una vittoria di democrazia per l’affluenza record alle urne, una sconfitta politica per il premier Renzi: aveva dichiarato settimane prima del voto che se fosse stato il fronte del “no” a vincere, lui si sarebbe dimesso, e così ieri nella tarda serata, l’annuncio del primo ministro Matteo Renzi che ha in qualche modo stupito i suoi detrattori i quali erano quasi certi di un suo dietrofront al momento delle dimissioni. Così non è stato, e Matteo Renzi ha presentato le sue dimissioni da presidente del consiglio dei ministri della Repubblica Italiana al Presidente dell Repubblica Mattarella in modo ufficiale.

All’orizzonte un ennesimo governo tecnico, ma per gli italiani questo, stando al voto è il male minore. Andava difesa la costituzione, a qualsiasi costo.

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