REFERENDUM: VOTARE SI O VOTARE NO

download-12Il 25 Luglio 1943, il re Vittorio Emanuele III revocò a MUSSOLINI, l’incarico di Capo di Governo e da lì cominciò l’inesorabile parabola della sua fine e del fascismo. La guerra finì il 25 Aprile 1945 e l’anno seguente il popolo italiano fu chiamato per la prima volta nella sua storia a  pronunciarsi democraticamente sui massimi problemi della vita politica. Infatti il 2 giugno del 46 gli elettori furono convocati per decidere sulla formazione dell'”ASSEMBLEA COSTITUENTE”che avrebbe dato vita alla costituzione più “bella del mondo” (per usare una espressione cara a Benigni). Per la prima (e unica) volta nella storia d’Italia i partiti (che prima erano “spariti” durante il fascismo) misero da parte le loro ideologie personali in maniera tale da creare un compromesso in cui ciascuna forza politica riuscì ad ottenere qualcosa rinunciando nello stesso tempo ad altro. NASCE così  LA COSTITUZIONE: la legge SUPREMA  dello Stato che ci accompagna e ci guida da quasi 70 anni. Ora, il 4 dicembre, gli italiani sono nuovamente chiamati ad esprimersi .

LA COSTITUZIONE VA CAMBIATA SI O NO?

In linea teorica la risposta è sicuramente <<si>>; nessuna legge è perfetta e, soprattutto, nessuna legge resiste al passo dei tempi: La società cambia, le idee cambiano,i costumi cambiano, tutto nella vita cambia con il passar del tempo e quindi anche la Costituzione può cambiare per rimanere al passo dei tempi. Lo stesso Calamandrei disse che la costituzione era presbite (che vede poco da vicino e bene da lontano) e quindi proiettata verso il futuro, senza sapere, quali sarebbero stati realmente i risultati e chi ne avrebbe maggiormente beneficiato.

Quindi i presupposti per una riforma, ci sono tutti. CAMBIARE IN MEGLIO E’ SEMPRE UNA GRANDE CONQUISTA. Quindi votare “SI” o votare “NO”? Una cosa è certa: l’atmosfera di grande e profonda partecipazione che ci fu nel ’46, non è certo paragonabile a quella di oggi. Anche i protagonisti della riforma non sembrano all’altezza della situazione (Renzi-Boschi-Verdini). Tuttavia non sarò certo io a dare un’indicazione di voto. Mi limito solo a sottolineare un clamoroso errore commesso da Renzi, che inficia enormemente la bontà del suo operato: L’assoluta personalizzazione della riforma, trasformando il “SI” e il “NO” in uno strumento per confermare (o meno) Renzi al Governo, mettendo in secondo piano le ragioni della riforma. E’ diventato un voto dettato dalla simpatia o antipatia che si  prova per  Renzi.  Basta questo per far rimanere le cose come stanno e aspettare tempi migliori.

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