Sanremo 2017 accusato di essere il Festival dell’utero in affitto

Anche al Festival di Sanremo 2017  le critiche non possono mancare, dopo le critiche ai nastrini arcobaleno dei cantanti del Festival dell’anno scorso, quest’anno le critiche si fanno più pesanti.

Mario Adinolfi, del Popolo della famiglia, ha accusato in primis il direttore artistico Carlo Conti e a seguire la Rai per la promozione della pratica illegale dell’utero in affitto.

Il costo di Sanremo è di 16 milioni di euro, presi dai soldi delle famiglie italiane, per pagare Tiziano Ferro e Ricky Martin. Io il figlio dell’utero in affitto che si compra Tiziano Ferro non lo voglio pagare con il mio canone. Avrà un cachet che sarà di 250/300 mila euro, esattamente il costo di un utero in affitto in California. Il figlio a Tiziano Ferro così lo paga anche Adinolfi e tante altre famiglie italiane. E ne avrei fatto volentieri a meno“.

Adinolfi si è spinto molto nelle sue dichiarazione dicendo: “Ricordo a Conti e alla Rai che non solo la pratica dell’utero in affitto è illegale, ma anche la pubblicità alle cause dell’utero in affitto è passibile di due anni di carcere e un milione di euro di multa“.

Nessuna risposta né da parte di Conti né dalla Rai, Adinolfi, infine, chiede: “Chiedo alla Rai, a Monica Maggioni e a Carlo Conti un momento di trasparenza. Perché Sanremo deve diventare una bandiera dell’ideologia gender? ”

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