Intervista alla dott.ssa Natalina Gatti, commercialista esperta in startup e PMI innovative

Gentile dott.ssa Natalina Gatti, ci spiega meglio come avviene la validazione del Business model?

Una caratteristica delle startup innovative è sicuramente l’incertezza. Questo vuol dire che, mentre chi apre un bar o ristorante, ad esempio, conosce già almeno parzialmente il settore del proprio business, chi desidera avviare una startup si confronterà con una situazione del tutto nuova e diversa.
La validazione del business model è essenziale, tanto che se un cliente non vuol farla gli consigliamo di rivolgersi a un altro studio, perché attraverso questa attività ci si può confrontare immediatamente con i segmenti di clientela e e verificare se effettivamente c’è mercato per il prodotto e/o il servizio ad alto valore tecnologico che si propone.
Ci sono diversi esempi che spiegano quanto sia importante la validazione del business model e uno di questi è proprio italiano: si tratta di Nerio Alessandri, CEO e fondatore di Technogym.
Alessandri era un designer e nel 1981 contatta Armani perché voleva diventare imprenditore e avviare un punto vendita Emporio Armani a Cesena. La trattativa non va a buon fine. In quegli anni, Alessandri si dedicava anche alla palestra che, allora, erano frequentate da una minoranza di appassionati.
In realtà, fu proprio questa sua passione a dargli l’idea per una startup che poi è diventata la TechnoGym, marchio ormai famoso in tutto il mondo: Alessandri voleva realizzare macchine specifiche per gli allenamenti in modo da renderli semplici e alla portata di tutti.
Per verificare se la sua idea potesse realmente funzionare, Nerio Alessandri passò il tempo libero al design di questo progetto realizzando i primi modelli e chiedendo ai clienti e ai titolari di palestre se questi potessero davvero funzionare. Si tratta di lean system: ovvero si parte da un’idea, si concentrano tutte le proprie forze a sviluppare e produrre quello che veramente i clienti vogliono.
Technogym è iniziata come una startup che, proprio seguendo questo metodo, è oggi leader mondiale nella produzione di attrezzi per lo sport ed è quotata alla borsa di Milano.

Dottoressa, ci spiega l’importanza dello statuto della startup innovativa per il fundraising?

Lo statuto in una startup innovativa è importante sia per determinare i rapporti tra i soci, sia per poter gestire investimenti e aumenti di capitale, ma anche per il fundraising. 

É bene tener presente che il capitale sociale è un valore che può essere molto diverso dal prezzo di mercato della startup innovativa. Ad esempio, un’impresa innovativa può avere 10.000,00 euro di capitale sociale e una traction ottima che dimostra che investendo nella società si potrà ottenere una crescita esponenziale del fatturato e degli utili. Se ad esempio si effettua una pre-money valuation pari ad 1 milione di euro, i soci convocati in assemblea e rispettando la maggioranza prevista dallo statuto, deliberano l’aumento di capitale sociale che arriva a 12.000,00 euro. Il valore dell’azienda sarà quindi di 1.200.000,00 euro e ognuna delle due ipotetiche società andrà a pagare 100.000,00 per la propria quota di 1000,00 euro di capitale sociale. La Startup innovativa quindi disporrà di 198.000,00 euro per la sua crescita.

L’aumento di capitale sociale della startup innovativa è possibile solo se nello statuto sono presenti 2 clausole: la clausola di prelazione e la clausola tag along. Se invece nello statuto fosse stabilita la clausola di drag along, probabilmente i soci non parteciperebbero all’aumento di capitale sociale.

La clausola di prelazione permette ai nuovi soci il diritto di prelazione anche in caso di un futuro aumento del capitale sociale della startup innovativa, mentre la clausola di tag along consente ai soci di avere le stesse condizioni della maggioranza per vendere le quote di minoranza nel caso non possano avvalersi della prelazione. La clausola drag along, invece, lascerebbe i soci alle prese con le decisioni della maggioranza.

Alcune volte i consulenti inseriscono le clausole nei patti parasociali, ma questi non hanno valore nei confronti di terzi. Per redigere uno statuto ad-hoc per una startup e che tenga conto di tutti questi aspetti, è importante affidarsi a una consulenza di un commercialista specializzato.

 

Dottoressa Gatti Natalina, ci spiega quali sono gli adempimenti periodici di una startup innovativa e l’importanza di tenere costantemente e correttamente aggiornata la contabilità della stessa?

Le startup innovative hanno l’obbligo di aggiornare le informazioni fornite all’iscrizione entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio ed entro 6 mesi dalla chiusura di ciascun esercizio, altrimenti si rischia la cancellazione automatica dall’elenco speciale e la perdita delle agevolazioni. Ogni mese, quindi, andrà consegnata la prima nota della società al commercialista che provvederà ad aggiornala a redigere il bilancio nei termini previsti. Ecco perché è importante affidarsi a un professionista esperto in startup innovative, anche per evitare di perdere le agevolazioni.

Per questo Lei ritiene così importante validare con metodi statistici il business model prima di aprire?

Certamente. Oggi esistono strumenti statistici di indagine del mercato e della concorrenza molto importanti e costano molto meno del passato. Per questo siamo specializzati nell’utilizzarli.  Queste indagini statistiche le utilizziamo anche per le aperture di attività tradizionali. Con il mio studio collabora un esperto in materia. Purtroppo, la maggior parte degli imprenditori è troppo innamorata dell’idea e convinta che si tratti di una spesa inutile.
Contatta la dottoressa Natalina Gatticommercialista esperta in startup e PMI innovative per una consulenza.

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