Ancora bufera attorno a Virginia Raggi, questa volta ci ha pensato il Tar del Lazio che ha sospeso con un decreto cautelare urgente, l’ordinanza del sindaco che disponeva il “il divieto assoluto di usare petardi, botti, razzi e artifici pirotecnici” tra il 29 dicembre e il 1° gennaio. Tale ordinanza aveva fatto insorgere la protesta dell’ Anisp (Associazione nazionale imprese spettacoli pirotecnici) che aveva presentato ricorso. A dare ulteriormente torto a Virginia Raggi è stata anche l’inosservanza della procedura, infatti l’ordinanza è stata pubblicata nell’albo pretorio del Campidoglio senza essere prima inoltrata alla prefettura. Luca Proietta, membro del consiglio direttivo dell’Anisp, ha dichiaratoù: “L’atto della Raggi ha bloccato un mercato che viaggia tra i 2 e i 3 milioni di euro, noi vendiamo solo fuochi e petardi stracontrollati”. Il provvedimento prevedeva anche sanzioni tra i 25 e i 500 euro per l’inosservanza degli obblighi e dei divieti disposti dallo stesso, oltre che il sequestro amministrativo. Il Tar ha fissato una camera di consiglio per il 25 gennaio per discutere in merito alla questione.
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Il Tar del Lazio annulla l’ordinanza anti-botti della Raggi.
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Roma, la Raggi: “Faremo approvare il bilancio in tempi di legge”.
Oggi alle 17 al Campidoglio si riunirà la Commissione Bilancio, la riunione, che segue quella dello scorso 23 dicembre, sarà incentrata sui debiti fuori bilancio. Per la sindaca pentastellata non c’è sosta neanche nel periodo natalizio dopo la bocciatura da parte dell’ Oref del bilancio previsionale 2017-2019. “Ci sono i tempi per approvare il bilancio nei termini previsti dalla legge”, scrive sul sito del Campidoglio Virginia Raggi, spiegando che la giunta, dopo il “parere non favorevole dell’Oref allo schema di bilancio di previsione 2017-2019 adottato a novembre”, è già al lavoro “per modificare il documento da sottoporre all’Assemblea Capitolina”. “La nostra azione non si arresta”, conclude la Raggi. -
Voucher: il governo lavora per limitare i danni.
I voucher da 10 euro lordi sono nati per pagare lavoretti occasionali e per cercare di smuovere una economia stagnante, ma hanno corso (e tuttora corrono) il rischio di far diventare l’occasionale abitudine. Il voucher rappresentava uno dei punti di forza su cui faceva leva il governo Renzi, ma ora è messo in discussione dalla maggioranza che ne chiede la modifica o in casi più estremi, come per la minoranza del PD, addirittura l’abolizione. I dati in effetti danno ragione a chi ne ha messo in dubbio l’efficacia, infatti l’ Osservatorio sul precariato asserisce che nel 2016 le assunzioni a tempo indeterminato sono crollate, i disoccupati sono a quota tre milioni mentre i buoni lavoro sono cresciuti arrivando al record dei 121 milioni venduti da gennaio a ottobre. In questi giorni è attesa la decisione del governo Gentiloni, che tra tutte le piaghe da fronteggiare si trova di fronte forse la più importante: l’occupazione. E’ infatti il lavoro ad avere un ruolo di riscatto sociale di cui la maggior parte dei nostri politici ci ha privato in favore di complotti che servono solo ad accrescere i poteri forti, può esserci democrazia in uno Stato dove la meritocrazia sta diventando, se non l’ha già fatto, un’utopia? -

Elezioni Romania: i primi exit poll
Nelle elezioni parlamentari romene, ci sono novità importanti: secondo i primi dati il partito Socialdemocratico, già al potere, è in testa con il 45% delle preferenze distanziando nettamente tutti gli altri partiti, soprattutto l’avversario numero uno, il Partito Nazionale Liberale, il quale finora ha raccolto il 21% delle preferenze.
E’ una risposta forte quella dei cittadini della Romania, vogliosi di un investimento importante da parte dello Stato per opere pubbliche e contro la povertà. Questa richiesta ha prevalso sulla voglia di mettere fine ad una corruzione dilagante da parte dei partiti di sinistra.
Questi i primi segnali dagli exit poll, a cui segue la delusione di Dacian Ciolos, premer provvisorio uscente, perchè non riuscirà a formare una coalizione di centrodestra.
E’ da sperare invece, per la Romania, che la coalizione di centrosinistra resti unita e che riesca a garantire stabilità e governabilità al paese, il più popoloso dei Balcani, inoltre importante partner con l’Italia sia sull’aspetto economico attraverso stretti rapporti commerciali, sia per l’alto numero di romeni emigrati in Italia che per forza di cose lega i due paesi.
La Romania è membro dell’Unione Europea dal 2007 ed è membro Nato.
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L’Italia ha scelto: è NO, anche a Renzi.
Il 4 Dicembre sarà ricordato a lungo come giorno di estrema importanza per la Repubblica Italiana.
I cittadini sono stati chiamati al voto sulla riforma costituzionale promossa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale ha a lungo spinto i cittadini sul fronte del Sì per “un’Italia più dinamica e moderna”.
L’Italia però ha fatto la sua scelta: il fronte del “no” ha stravinto con il 59% di preferenze contro il 41% del “sì”.
Una vittoria di democrazia per l’affluenza record alle urne, una sconfitta politica per il premier Renzi: aveva dichiarato settimane prima del voto che se fosse stato il fronte del “no” a vincere, lui si sarebbe dimesso, e così ieri nella tarda serata, l’annuncio del primo ministro Matteo Renzi che ha in qualche modo stupito i suoi detrattori i quali erano quasi certi di un suo dietrofront al momento delle dimissioni. Così non è stato, e Matteo Renzi ha presentato le sue dimissioni da presidente del consiglio dei ministri della Repubblica Italiana al Presidente dell Repubblica Mattarella in modo ufficiale.
All’orizzonte un ennesimo governo tecnico, ma per gli italiani questo, stando al voto è il male minore. Andava difesa la costituzione, a qualsiasi costo.
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REFERENDUM: Ha vinto il “no”.
Gli Italiani hanno bocciato (senza appello) la riforma Renzi. Confesso che quando ho visto il Suo <<faccione>> in televisione, mentre dichiarava le sue irrevocabili dimissioni, un pò mi ha fatto pena. Almeno in questo è stato di parola, e non capita spesso vedere un politico che perde le elezioni…….perdere anche la poltrona. Di solito tutti vincono e nessuno perde. Stavolta sappiamo con certezza che Renzi ha perso.

Ha persino ammesso sportivamente di aver preso una severa batosta e si è congratulato con i leader politici sostenitori del “no”. Tuttavia ho provato pena solo per pochi minuti, poi sono ritornato alla “normalità”.
PERCHE’? Semplicemente perchè Renzi ha fatto degli errori di percorso gravissimi, che se fosse stato più avveduto e meno “guascone” avrebbe evitato di fare. Ma tant’è…è fatto così. Diciamo che se l’è cercata.
INTENDIAMOCI! l’idea di cambiare la Costituzione ci stava tutta. Dopo 70 anni una “rinfrescatina” andava fatta. Nessuna legge è eterna (seppur considerata la più bella del mondo), può essere blindata e incatenata su se stessa. IL mondo cambia, le leggi cambiano questa è la realtà. Se poi consideriamo che la Costituzione nasce dal più grande compromesso (o inciucio) della storia d’Italia messo in atto da comunisti marxisti-leninisti ed ex fascisti, traspare ancora di più l’esigenza di qualche modifica qua e là. MA ALLORA PERCHE’ RENZI E’ STATO BOCCIATO COSI’ SONORAMENTE?
Diciamo che la prima cantonata l’ha presa sulla riforma del Senato. Perchè quel <<papocchio>> del Senatino di 100 membri alimentato da Comuni e Regioni?
PERCHE’ NON ABOLIRLO COMPLETAMENTE? Qui Renzi ha dato la possibilità ai suoi avversari politici di “fucilarlo”, e così è stato. E poi la boiata assoluta, quando in preda ad una crisi di onnopotenza ha dichiarato che in caso di sconfitta si sarebbe dimesso. Clamoroso errore quello di personalizzare il referendum, in questo modo ha fatto la figura dell’arrogante.
Un’altro motivo? il Ministro Boschi. Perchè è donna e soprattutto una bella donna ( e alle belle donne non si perdona nulla).
E ora? si salvi chi può
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Lo Show di Victoria’s Secret a Parigi
Victoria’s Secret nel suo ultimo show ha raggruppato le modelle più famose del momento, per sfoggiare la miglior lingerie del momento.Il tutto si è svolto tra le performance di grandi artisti: Lady Gaga, Bruno Mars e The Weeknd. A fare da sfondo al grande appuntamento annuale della lingerie più sexy del mondo è stata Parigi, il Grand Palais per la precisione.
Tra le modelle Gigi e Bella Hadid, Irina Shayk, Kendall Jenner, Sara Sampaio e Alessandra Ambrosio. Questi sono solo alcuni delle 58 donne più sexy del mondo che hanno sfilato per la prima volta a Parigi. Per tutte hanno utilizzato un make-up delicato realizzato da Max Factor con palette nei toni naturali del rosa e del beige, ma allo stesso tempo sono stati valorizzati i punti forti di tutte, dalle carnose labbra di Gigi Hadid agli sguardi magnetici di Adriana Lima.
Il momento più strano o esplosivo è stato quando Bella Hadid ha condiviso il palco con The Weeknd. Be non è strano sfilare con quella lingerie e passare davanti al tuo ex? Be pare che per loro non lo sia stato, infatti all’after party i due si sono salutati abbastanza cordiamente.
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IL CNEL: Questo illustre sconosciuto
Una cosa che è sicuramente riuscita a fare la Riforma Costituzionale propugnata da Renzi è stata quella di far conoscere agli Italiani l’esistenza del C.N.E.L., che i Padri Costituenti avevano avallato inserendo l’articolo 99 nella Costituzione più “bella del mondo”.Siate sinceri! alzi la mano chi sapeva dell’esistenza di questo Organo Istituzionale! Oppure del significato letterale di questo acronimo. Bene, per i molti che non lo sanno significa: <<Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro>>. Ne sono certo: pochi o quasi nessuno dei non addetti ai lavori sapevano dell’esistenza di questo Consiglio di illustri esperti di Economia. Eppure i Padri Costituente, ispirati dalla straordinaria atmosfera di partecipazione e collaborazione collettiva decisero di inserire questo articolo 99 che prevedeva appunto l’istituzione di un organo che provvedesse (su richiesta del Parlamento) a promuovere iniziative legislative e pareri in materia economica sociale. Uno dei Padri Costituenti più autorevoli dell’Assemblea Costituente del ’46, Calamandrei,disse che la Costituzione guardava lontano (cioè era presbite), e nessuno poteva sapere quali sarebbero stati negli anni a venire gli sviluppi degli articoli inseriti nella Costituzione. Se avesse saputo che il Cnel sarebbe diventato una inutile perdita di tempo, non lo avrebbe sicuramente avallato. Durante i quasi 60 anni della sua esistenza gli interventi fatti sono veramente pochi, inutili , inascoltati e ….costosi. Certo, in questi ultimi anni questo Organo di consulenza ha diminuito di molto il numero dei consulenti (da 119 a 64) ma comunque lo spreco e l’inutilità rimane. Volendo essere benevoli possiamo dire che lo spreco è sceso ancora di parecchio, dal momento che molti consiglieri dimissionari non sono stato sostituiti, rimanendo veramente in “quattro gatti”, ma proprio per questo è inevitabile la sua abolizione. Oppure va reso serio,efficiente e produttivo come hanno fatto in Francia.
Resta da vedere se vale la pena eliminare questa inutile <<sanguisuga>> e nello stesso tempo accettare tutte le altre riforme previste, che ad onor del vero non sembrano altrettanto scontate.
AGLI ITALIANI L’ARDUA SENTENZA!
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REFERENDUM: VOTARE SI O VOTARE NO
Il 25 Luglio 1943, il re Vittorio Emanuele III revocò a MUSSOLINI, l’incarico di Capo di Governo e da lì cominciò l’inesorabile parabola della sua fine e del fascismo. La guerra finì il 25 Aprile 1945 e l’anno seguente il popolo italiano fu chiamato per la prima volta nella sua storia a pronunciarsi democraticamente sui massimi problemi della vita politica. Infatti il 2 giugno del 46 gli elettori furono convocati per decidere sulla formazione dell’”ASSEMBLEA COSTITUENTE”che avrebbe dato vita alla costituzione più “bella del mondo” (per usare una espressione cara a Benigni). Per la prima (e unica) volta nella storia d’Italia i partiti (che prima erano “spariti” durante il fascismo) misero da parte le loro ideologie personali in maniera tale da creare un compromesso in cui ciascuna forza politica riuscì ad ottenere qualcosa rinunciando nello stesso tempo ad altro. NASCE così LA COSTITUZIONE: la legge SUPREMA dello Stato che ci accompagna e ci guida da quasi 70 anni. Ora, il 4 dicembre, gli italiani sono nuovamente chiamati ad esprimersi .LA COSTITUZIONE VA CAMBIATA SI O NO?
In linea teorica la risposta è sicuramente <<si>>; nessuna legge è perfetta e, soprattutto, nessuna legge resiste al passo dei tempi: La società cambia, le idee cambiano,i costumi cambiano, tutto nella vita cambia con il passar del tempo e quindi anche la Costituzione può cambiare per rimanere al passo dei tempi. Lo stesso Calamandrei disse che la costituzione era presbite (che vede poco da vicino e bene da lontano) e quindi proiettata verso il futuro, senza sapere, quali sarebbero stati realmente i risultati e chi ne avrebbe maggiormente beneficiato.
Quindi i presupposti per una riforma, ci sono tutti. CAMBIARE IN MEGLIO E’ SEMPRE UNA GRANDE CONQUISTA. Quindi votare “SI” o votare “NO”? Una cosa è certa: l’atmosfera di grande e profonda partecipazione che ci fu nel ’46, non è certo paragonabile a quella di oggi. Anche i protagonisti della riforma non sembrano all’altezza della situazione (Renzi-Boschi-Verdini). Tuttavia non sarò certo io a dare un’indicazione di voto. Mi limito solo a sottolineare un clamoroso errore commesso da Renzi, che inficia enormemente la bontà del suo operato: L’assoluta personalizzazione della riforma, trasformando il “SI” e il “NO” in uno strumento per confermare (o meno) Renzi al Governo, mettendo in secondo piano le ragioni della riforma. E’ diventato un voto dettato dalla simpatia o antipatia che si prova per Renzi. Basta questo per far rimanere le cose come stanno e aspettare tempi migliori.
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Freddy Mercury: 25 anni dalla morte
A Londra, 25 anni fa, il medico di Freddy Mercury dichiarava la sua morte: “Freddie se n’è andato”. La sua morte è avvenuta per una broncopolmonite causata dall’Aids.“Ho vissuto una vita piena e se dovessi morire non m’importerebbe” dichiarava Freddie nel 1987, “ho fatto tutto ciò che volevo, davvero”. Continuava “Non credo che riuscirò a invecchiare. Ma la cosa non mi interessa affatto” .
Parlava in questi termini dopo aver scoperto di avere egli stesso l’Aids, dopo che il suo ex amante Tony Bastin, morì proprio a causa di quest’ultima.
Dopo aver fatto il test dell’HIV, Freddie Mercury, cercò di tenere la notizia per se, per proteggere i suoi compagni dal pregiudizio che avrebbe attaccato l’intero gruppo dato che in quegli anni l’Aids portava paura e scalpore.
“Ha vissuto al massimo. Ha divorato la vita. E come una grande cometa, ha lasciato una scia luminosa che brillerà per generazioni”, aveva commentato Brian May.
La cosa certa è che a 25 anni di distanza Freddie Mercury è ancora conosciuto, quasi come se fosse vivo. Attesissimo è il biopic dedicato a lui che pare essere ancora in trattativa, il titolo sarà: Bohemian rhapsody.
Ricordiamo anche le parole di Lady Gaga che ha preso il suo nome d’arte proprio da Radio Ga Ga “Freddie era unico: uno dei più grandi personaggi della musica pop. Non era solo un cantante, ma anche un performer eccezionale, un uomo di spettacolo che ha saputo trasformarsi costantemente”.